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Isis, il poema bomba al pugile: attacca Roma

In una registrazione WhatsApp inviata al pugile Moutaharrik, uno sceicco del Califfato dà l'ordine di colpire: colpisci il Paese dove ti trovi

Desk1
venerdì 29 aprile 2016 10:13

Moutaharrik e Khachia
Moutaharrik e Khachia

«Caro fratello Abderrahim, ti mando il poema bomba. Ascolta lo sceicco e colpisci». Sono le parole contenute in una registrazione mandata via WhatsApp a Abderrahim Moutaharrik, il pugile italiano di origini marocchine arrestato a Lecco nell'ambito dell'operazione antiterrorismo coordinata dalla Procura di Milano. Il messaggio incita al martirio e a compiere attentatati nei Paesi in cui il destinatario si trova, quindi l'Italia. Nella lista dei potenziali obiettivi, il Vaticano e l'ambasciata di Israele a Roma. A spingere Moutaharrik a colpire sarebbe un principe o uno sceicco del Califfato, ma le autorità non sono ancora riuscite a scoprire la sua identità.

A parlare del 'poema-bomba' è stato in conferenza stampa il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti il quale ha anche spiegato che quella che ha portato agli arresti dei sei sospetti terroristi, è un'indagine «con contenuti di particolare valore investigativo e raccolti in tempi rapidi». Infatti ha spiegato che inquirenti e investigatori hanno 'intercettatò un «poema-bomba, una sorta di cantilena in cui uno sceicco in Siria - ha detto - dà ordine di chiedere a Moutaharrik di procedere in Italia». Roberti ha quindi ribadito il suo «apprezzamento» per la tempestività delle indagini e per il gip Manuela Cannavale «che ha accolto la richiesta di arresti in pochissimi giorni». «Questa è la risposta - ha affermato - da dare al pericolo del terrorismo».

La risposta. «Se riesco a mettere la mia famiglia in salvo, giuro sarò io il primo ad attaccarli, giuro che li attacco, sarò il primo ad attaccarli in questa Italia crociata, il primo ad attaccarla, giuro, giuro che l'attacco, nel Vaticano con la volontà di Dio». Questo afferma al telefono Abderrahim Moutharrik, il giovane pugile arrestato questa mattina per terrorismo internazionale. L'uomo parla con Mohamed Koraichi, già in territorio dello Stato islamico dal 2015 e gli chiede di prendersi cura della sua famiglia prima di 'attaccarè , come gli è stato richiesto da uno sceicco non identificato, Roma e l'Italia. «L»unica richiesta che ti chiedo -chiede il giovane in un'intercettazione allegata agli atti dell'inchiesta- è la famiglia, tu sai voglio almeno che i miei figli crescano un pò nel paese del califfato dell'islam, il paese dove c'è la legge islamica, questa è l'unica richiesta che voglio« »Koraichi, ritenendo ormai Moutaharrik associato allo Stato Islamico -appunta il gip nell'ordinanza- lo incita a passare all'azione commettendo un attentato in Italia; dopo avere esaltato quanto avvenuto in Belgio alcuni giorni prima, lo incita a «prendere sicurezza», esaltando le azioni dei «lupi solitari» in Europa in quanto idonee a spaventare e terrorizzare le popolazioni occidentali, secondo quello che è l'evidente fine delle condotte terroristiche jihadiste. Moutaharrik risponde di essere assolutamente pronto a tali azioni e che già in passato aveva pensato di agire in tal senso, lamentando le difficoltà di rinvenire armi e, soprattutto, esplosivi«.