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LIFE

Il carrettino di Soprasotto e la comunità del mutuo aiuto

Un'esperienza comunitaria importante, quella di Soprasotto all'Isola, Milano. Ne parlo perché quel carrettino rappresenta una visione rivoluzionaria. [Antonio Cipriani]

ANTONIO CIPRIANI
lunedì 1 febbraio 2016 12:30

di Antonio Cipriani

Soprasotto l'ho visto nascere all'Isola. Sembra una piccola scuola materna, ma è tanto di più: è un laboratorio permanente autogestito da genitori e insegnanti per l'educazione dei bambini dai 6 mesi ai 3 anni. È un posto magnifico, con le sue vetrate e i bimbi che giocano, col carrettino di legno parcheggiato proprio lì davanti. Un piccolissimo mezzo di trasporto a due piani, che porta (mi pare di ricordare a memoria) sei piccolini. Ecologico, va a spinta. E con la forza della spinta delle educatrici attraversa il quartiere, fa tappa a Pepe Verde, rende questa esperienza una condivisione tra genitori, insegnanti e cittadini. Ne parlo perché da tanto tempo ho voglia di raccontare l'emozione che provo quando passo davanti alle vetrine e lancio un saluto a tutta la compagnia di grandi e piccoli. E la gioia nel vedere che un'azione dal basso, partita perché non c'erano abbastanza posti nei nidi comunali, si è trasformata nella creazione di una piccola (ma grande) comunità che rivendica il fatto di essere "legata da interessi comuni e da pratiche di mutuo aiuto". Da tempo ritengo che l'idea della tribù possa essere fondante per una nuova visione della società.

Dai tempi di Tribù Astratte a Palermo, con un gruppo egualitario e rivoluzionario di poeti, scrittori, giornalisti, artisti. Tutti motivati dal bene comune dell'azione, dal costruire libera conoscenza e coltivare cultura. Per ottenere vantaggi per tutti, senza ripercorrere il conformismo del tempo che inevitabilmente spinge sulla via del razzismo, della privatizzazione dei saperi e della conseguente ineguaglianza sociale. Seguendo questa traccia ho legato il mio impegno a tutte le azioni di tribù che ho incontrate nel tempo. La più esaltante, in questi ultimi mesi, quella di Emergenze che si muove esattamente sul terreno di una nuova visione del mondo che non consideri il conformismo della civiltà come indiscutibile. Soprasotto, col suo carrettino ecologico e le sue pratiche di mutuo aiuto, agisce come una tribù. E trovo questa esperienza fondamentale perché nuove pratiche prendano piede.

E a proposito di piede che spinge (nel caso delle educatrici che spingono il carrettino), penso sia giusto che questa comunità di cui facciamo parte idealmente e civilmente, sia sostenuta da tutti noi. Quindi approfitto del desiderio che ho sempre avuto di scrivere su Soprasotto per sostenere la raccolta fondi per comprare due carrettini nuovi che possano sostituire il vecchio, bellissimo e pesante. Scrivono i genitori e le educatrici: "Ciò che più amiamo e ci rappresenta è un carretto che consente alle educatrici di portare in giro i bambini e le bambine al parchetto e per tutta la città: mercati, biblioteche e musei. Un carretto autocostruito con cui i bimbi possono scoprire il mondo, vedere ciò che li circonda e fare ogni giorno esperienze diverse". Quindi, alla fine di questo mio testo troverete il bel video di Soprasotto, e più in basso, perche dal basso vengano idee e sostegni di nuova umanità, il frame per raccogliere fondi.